I nostri progetti

BdQ all’unità spinale dell’ospedale Niguarda

Prendere in mano un arco e imparare uno sport può sembrare un’utopia per chi si ritrova paraplegico o tetraplegico, ma ormai non è più impossibile.

Grazie all’esperienza, alla competenza e all’ingegno del nostro tecnico Graziano Giaccheri, che ha ottenuto con impegno e dedizione il brevetto speciale per insegnare la disciplina del tiro con l’arco alle persone con disabilità, la società del Bosco delle Querce ha iniziato una collaborazione con il personale dell’ospedale Niguarda di Milano per permettere ai pazienti e ai degenti dell’unità spinale di tirare qualche freccia e mirare ad un bersaglio.

Infatti, un giorno alla settimana Giaccheri si reca alla palestra dell’ospedale e tramite l’utilizzo di archi leggermente modificati, tecniche personalizzate e l’aiuto di un’equipe di fisioterapisti, porta il nostro sport all’interno del mondo delle persone là ricoverate.

“È semplicemente fantastico riuscire a far tirare chi si ritrova, suo malgrado, in una situazione fisica svantaggiosa. Da una parte per i degenti c’è la paura di non essere adeguati, dall’altra la voglia di provare qualcosa di nuovo. Ed è enorme la soddisfazione nel vedere che queste persone sono in grado di portare a termine qualcosa che sembrava loro impossibile. Dare l’opportunità, attraverso la nostra Asd, di mettersi in gioco e scoprire magari un talento nascosto, far vedere che in fondo ad un tunnel difficile da percorrere ci sono ancora divertimento, passione e possibilità di fare sport, è una gioia indescrivibile.”

Queste le parole del tecnico, che spera di poter ampliare maggiormente la fruibilità del tiro con l’arco, cercando sostegno anche nei Comuni del territorio sevesino e nelle varie associazioni che si occupano di inclusività.

E fra questi provetti atleti ci sarà sicuramente chi ritroverà la gioia di praticare attività sportiva, di far parte di un gruppo, di sperare di arrivare in alto ed entrare nella squadra nazionale para-archery.

BdQ al centro per l’autismo

La società del Bosco delle Querce non si limita, però, all’inclusione delle persone con disabilità fisiche, ma vuole portare questo sport anche a chi fa parte della sfera autistica.

In effetti, data l’importanza che le routine e le abitudine rivestono per le persone autistiche, il tiro con l’arco è ideale per avvicinare al mondo sportivo bambini, ragazzi e adulti che altrimenti non potrebbero praticare molte attività o che, in ogni caso, avrebbero troppe difficoltà ad integrarsi e a trovarsi a proprio agio.

L’idea di intraprendere questo cammino proviene da uno dei nostri soci, che insieme all’istruttore Graziano Giaccheri ha creato un progetto in collaborazione con un centro per persone autistiche e affette dalla sindrome di Asperger.

Il passo successivo è inserire queste persone (sempre sotto la supervisione degli psicologi) in un contesto diverso da quello terapeutico e includerli nella quotidianità dei nostri atleti, a prescindere dalle singole diversità che caratterizzano ognuno.

L’obiettivo a lungo termine rimane quello di creare una realtà, incentrata sullo sport, per abbattere i pregiudizi sullo spettro autistico e dare a tutti la possibilità di praticare un’attività che permetta di divertirsi e fare nuove amicizie.